Dal 2022, l’Italia ha introdotto un visto specifico per i nomadi digitali: lavoratori da remoto stranieri che possono vivere in Italia mantenendo un’attività lavorativa con clienti o datori di lavoro all’estero. La normativa è disciplinata dal D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione) e dalle successive modifiche introdotte dal D.L. 69/2023, che disciplina la procedura per richiedere il permesso di soggiorno per nomadi digitali in Italia, i documenti da preparare, le scadenze da rispettare e i costi da sostenere. Alla fine troverai una tabella riassuntiva e le domande frequenti per risolvere i dubbi più comuni.
Chi può richiedere il visto nomade digitale in Italia
Il visto nomade digitale italiano è rivolto a cittadini extra-UE che svolgono attività lavorativa a distanza, utilizzando strumenti telematici, per conto di soggetti (aziende o clienti) non stabiliti sul territorio italiano. Possono presentare domanda:
- lavoratori subordinati con contratto di lavoro dipendente con un datore di lavoro straniero che consente il lavoro da remoto;
- lavoratori autonomi e freelance con clientela prevalentemente non italiana (liberi professionisti, consulenti, sviluppatori, designer, marketer, scrittori, ecc.);
- imprenditori titolari di società estere che gestiscono l’attività da remoto.
Non possono accedere a questo visto i cittadini dell’Unione Europea (che hanno già diritto di circolazione e soggiorno nell’UE) né coloro che intendono svolgere attività lavorativa con clienti o datori di lavoro italiani, per i quali esistono percorsi differenti (permesso di soggiorno per lavoro autonomo o subordinato).
Requisiti: reddito, copertura sanitaria e alloggio
Prima di avviare la procedura è indispensabile verificare di soddisfare tutti i requisiti previsti dalla normativa italiana. Un’istruttoria incompleta è la causa più comune di rigetto della domanda.
Requisito reddituale
Il richiedente deve dimostrare un reddito annuo lordo non inferiore a 28.000 euro (tre volte il minimo di sussistenza fissato per legge, aggiornato annualmente). Il reddito può essere documentato tramite:
- contratto di lavoro dipendente con clausola di remote working;
- estratti conto bancari degli ultimi 6-12 mesi;
- dichiarazione dei redditi (equivalente italiano o straniero) dell’ultimo anno fiscale;
- fatture o estratti conto PayPal/Stripe per freelance e liberi professionisti;
- bilancio aziendale per titolari di impresa.
Copertura assicurativa sanitaria
È obbligatoria una polizza sanitaria privata valida in Italia per tutta la durata del soggiorno, con massimale minimo di 30.000 euro per spese mediche e rimpatrio. La polizza deve coprire ricoveri, pronto soccorso, visite specialistiche e deve essere stipulata prima della presentazione della domanda consolare.
Alloggio adeguato
Il richiedente deve dimostrare di disporre di un alloggio idoneo in Italia. Sono accettati: contratto di locazione registrato, contratto di acquisto immobiliare, lettera di ospitalità con titolo di proprietà del garante. Non sono considerati sufficienti la sola prenotazione alberghiera o gli affitti turistici (tipo Airbnb) per periodi brevi.
Step 1 – Raccolta documenti necessari
La preparazione della documentazione è la fase più critica dell’intera procedura. Un errore o un’omissione comporta il rigetto della domanda e la necessità di ricominciare da capo. Di seguito l’elenco completo dei documenti richiesti.
Raccolta documenti — Lista completa
- Passaporto valido (scadenza non inferiore a 3 mesi oltre la durata del visto richiesto)
- Fotografie formato tessera (2 foto, standard ICAO)
- Modulo di domanda visto compilato e firmato (fornito dal Consolato)
- Prova del rapporto di lavoro remoto (contratto o lettera del datore di lavoro estero)
- Documentazione reddituale (estratti conto, buste paga, dichiarazione redditi)
- Polizza assicurativa sanitaria valida in Italia per tutta la durata del soggiorno
- Documentazione alloggio in Italia (contratto di locazione o atto di proprietà)
- Estratto del casellario giudiziale del paese di origine (apostillato e tradotto)
- Pagamento dei diritti consolari (importo variabile per Consolato)
Attenzione: legalizzazione e apostille
- Tutti i documenti stranieri devono essere legalizzati o apostillati e tradotti
- in italiano da un traduttore giurato. I tempi per ottenere l’apostille variano
- da paese a paese (da 5 giorni a 6 settimane). Pianifica in anticipo.
Step 2 – Presentazione della domanda al Consolato
La domanda di visto deve essere presentata presso il Consolato o l’Ambasciata italiana competente per territorio di residenza del richiedente, nel paese estero. Non è possibile fare richiesta direttamente in Italia se si è già entrati con un visto turistico.
Presentazione domanda al Consolato
- Verificare la competenza territoriale del Consolato in base alla propria residenza
- Prenotare l’appuntamento consolare (alcune sedi richiedono 4-8 settimane di anticipo)
- Presentarsi di persona all’appuntamento con tutta la documentazione in originale e copia
- Consegnare il modulo di domanda e pagare i diritti consolari
- Ricevere la ricevuta di presentazione e attendere la comunicazione di esito
- In caso di approvazione, ritirare il visto entro i termini indicati dal Consolato
Il Consolato ha 90 giorni per esaminare la domanda, ma in media i tempi si attestano tra le 4 e le 8 settimane. È possibile che vengano richiesti documenti integrativi: in questo caso si hanno solitamente 30 giorni per rispondere. Il visto rilasciato è solitamente di tipo D (visto per soggiorno di lunga durata), valido 12 mesi con possibilità di rinnovo. Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia il titolare è obbligato a richiedere il permesso di soggiorno.
Step 3 – Ingresso in Italia e richiesta permesso di soggiorno
Una volta ottenuto il visto e fatto ingresso in Italia, inizia la seconda fase burocratica: la richiesta del permesso di soggiorno presso la Questura competente.
Richiesta permesso di soggiorno in Italia
- Entro 8 giorni dall’ingresso: compilare il kit postale per permesso di soggiorno
- Acquistare il kit presso qualsiasi ufficio postale abilitato (kit giallo)
- Compilare il modulo 209 (per lavoratori autonomi/dipendenti stranieri)
- Allegare copia passaporto, visto, documentazione reddituale, contratto di locazione
- Pagare il bollettino postale (importo da 16 a 200 euro secondo la durata)
- Spedire il kit dall’ufficio postale e conservare la ricevuta con il codice di tracciamento
- Attendere la convocazione in Questura per il rilascio del permesso (foto, impronte digitali)
- Ritirare il permesso di soggiorno elettronico (carta plastificata)
✓ Documenti aggiuntivi per la Questura
- Marca da bollo da 16 euro
- Ricevuta pagamento contributo di soggiorno (da 80 a 200 euro)
- 4 fotografie formato tessera
- Fotocopia completa del passaporto
- Eventuale codice fiscale (si può richiedere all’Agenzia delle Entrate)
Step 4 – Rinnovo del permesso di soggiorno
Il permesso di soggiorno per nomadi digitali ha durata iniziale di 12 mesi ed è rinnovabile. La domanda di rinnovo deve essere presentata almeno 60 giorni prima della scadenza, seguendo la stessa procedura del kit postale.
Rinnovo del permesso di soggiorno
- 60 giorni prima della scadenza: avviare la procedura di rinnovo
- Compilare il kit postale con il modulo di rinnovo
- Aggiornare la documentazione reddituale (estratti conto, fatture, contratti)
- Presentare prova di continuità del rapporto di lavoro remoto
- Conservare la ricevuta: è valida come documento di soggiorno in attesa del rinnovo
Dopo 5 anni di residenza legale continuativa in Italia è possibile richiedere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, che offre una posizione più stabile e non richiede rinnovi annuali.
Costi e tempi di attesa
| Fase | Costo indicativo | Tempi medi |
| Apostille e traduzioni giurate | 200–600 € | 2–6 settimane |
| Polizza sanitaria annuale | 400–1.200 € | Immediato |
| Diritti consolari visto D | 116 € | — |
| Kit postale permesso soggiorno | 30 € | — |
| Contributo permesso soggiorno | 80–200 € | — |
| Marca da bollo | 16 € | — |
| Totale stimato (escluse consulenze) | 840–2.150 € | 3–5 mesi totali |
Errori da evitare
- Presentare documenti non apostillati o tradotti da traduttore non giurato: comporta il rigetto automatico della domanda.
- Sottovalutare i tempi consolari: alcune sedi richiedono 2-3 mesi solo per l’appuntamento. Pianificare con almeno 4 mesi di anticipo.
- Utilizzare polizze sanitarie turistiche di breve durata: la polizza deve coprire l’intera durata del soggiorno richiesto.
- Superare gli 8 giorni dall’ingresso senza richiedere il permesso di soggiorno: è una violazione della normativa e può compromettere il rinnovo.
- Non aggiornare l’indirizzo in Questura in caso di cambio di alloggio: è obbligatorio comunicare ogni variazione entro 15 giorni.
- Confondere il visto D con il permesso di soggiorno: sono due documenti distinti. Il visto consente l’ingresso; il permesso autorizza il soggiorno prolungato.
FAQ – Domande frequenti
Posso lavorare con clienti italiani con il visto nomade digitale?
No. Il visto nomade digitale è riservato a chi svolge attività lavorativa con soggetti stabiliti all’estero. Chi intende collaborare con clienti italiani deve richiedere un permesso di soggiorno per lavoro autonomo o subordinato, che segue procedure e requisiti differenti.
Devo aprire una Partita IVA italiana?
Non obbligatoriamente. Se il reddito deriva interamente da clienti o datori di lavoro stranieri e le fatture vengono emesse tramite una struttura estera, non è necessaria la Partita IVA italiana. Tuttavia, se si stabilisce la residenza fiscale in Italia (presenza superiore a 183 giorni l’anno), si è soggetti all’obbligo dichiarativo italiano. Si consiglia una consulenza fiscale preventiva.
Il visto nomade digitale consente il ricongiungimento familiare?
Sì. I familiari del titolare (coniuge, figli minori, figli a carico) possono richiedere il visto per ricongiungimento familiare. È necessario dimostrare un reddito sufficiente a mantenere anche i familiari e un alloggio di dimensioni adeguate.
Cosa succede se la mia situazione reddituale cambia durante il soggiorno?
Il visto e il permesso di soggiorno sono legati al mantenimento dei requisiti originari. In caso di perdita del lavoro o riduzione significativa del reddito è consigliabile rivolgersi immediatamente a un legale specializzato in immigrazione per valutare le opzioni disponibili ed evitare la revoca del permesso.
Posso richiedere il visto nomade digitale se sono già in Italia con un visto turistico?
No. La conversione da visto turistico a visto nomade digitale dall’interno del territorio italiano non è prevista dalla normativa vigente. È necessario uscire dall’Italia e presentare la domanda al Consolato nel paese di residenza.
Come Damiani & Damiani può assisterti
La procedura per il visto nomade digitale e il permesso di soggiorno richiede la preparazione di documentazione complessa, il rispetto di scadenze precise e la conoscenza aggiornata della normativa italiana in materia di immigrazione.
Damiani & Damiani International Law Firm offre un servizio di assistenza legale completo che include:
- Analisi preliminare della situazione personale e verifica dei requisiti;
- Assistenza nella raccolta e legalizzazione dei documenti richiesti;
- Predisposizione e revisione del dossier consolare;
- Supporto durante l’appuntamento consolare (in presenza o da remoto);
- Gestione della procedura di permesso di soggiorno in Questura;
- Consulenza sulla residenza fiscale e sui regimi agevolati per impatriati;
- Assistenza per il rinnovo annuale e per il ricongiungimento familiare.
















