Aggiornato agosto 2026 — Avv. Domenico Damiani, Studio Legale Internazionale Damiani & Damiani, Palermo
Lo studio legale Damiani & Damiani assiste imprese e privati a Palermo e in tutta Italia nella gestione delle controversie civili e commerciali, sia con gli strumenti di risoluzione alternativa (ADR) sia, quando necessario, davanti al giudice. Prima ancora di “fare causa”, la domanda giusta è un’altra: qual è lo strumento che risolve questa controversia nel modo più rapido, riservato ed economico? Questa pagina spiega come rispondere, e ti indirizza alle nostre guide specialistiche per la mediazione internazionale e per l’arbitrato.
Con “ADR” (Alternative Dispute Resolution) si indicano gli strumenti alternativi alla causa: negoziazione assistita, mediazione, conciliazione e arbitrato. Con “contenzioso” si intende il giudizio ordinario davanti al tribunale, che si chiude con una sentenza. Non sono mondi contrapposti: nella pratica si combinano in un’unica strategia, in cui un tentativo di accordo apre la strada — e, se fallisce, prepara meglio il terreno per il giudice.
Ogni controversia può essere affrontata su gradini diversi, dal meno al più conflittuale. La scelta del gradino è la decisione strategica più importante, e dipende da materia, valore e rapporto con la controparte.
In molte materie la mediazione non è una scelta ma una condizione di procedibilità: senza il tentativo, il giudice dichiara improcedibile la domanda. L’elenco è fissato dall’art. 5 del D.Lgs. 28/2010, ampliato dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), e comprende tra l’altro condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto d’azienda, risarcimento da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, oltre a franchising, subfornitura, società di persone, associazione in partecipazione, consorzio e contratto di rete. Assistiamo il cliente in tutte le fasi: attivazione presso l’organismo, partecipazione agli incontri e redazione dell’accordo, che una volta sottoscritto diventa titolo esecutivo.
Disciplinata dalla L. 162/2014, la negoziazione assistita è una procedura in cui le parti raggiungono un accordo con l’assistenza dei rispettivi avvocati. È obbligatoria, come condizione di procedibilità, per il risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per le richieste di pagamento fino a 50.000 euro, salvo che la materia rientri già nella mediazione obbligatoria; la Riforma Cartabia l’ha estesa ad alcune controversie di famiglia e di lavoro. L’accordo certificato dagli avvocati ha lo stesso valore di una sentenza e consente l’iscrizione di ipoteca giudiziale.
L’arbitrato è indicato per le controversie tecniche o internazionali di valore rilevante, quando serve una decisione riservata, vincolante e resa da esperti della materia: il lodo rituale ha efficacia di sentenza (art. 824-bis c.p.c.). È lo strumento tipico dei contratti d’impresa con clausola compromissoria. Tempi, costi, nomina degli arbitri, arbitrato amministrato ICC e impugnazione del lodo sono trattati in dettaglio nella nostra guida all’arbitrato nazionale e internazionale.
Quando la controparte ha sede all’estero, la mediazione commerciale internazionale è spesso la via più efficiente: rapida, riservata e con un accordo eseguibile in oltre 50 paesi grazie alla Convenzione di Singapore. Casistiche, confronto con l’arbitrato ICC, procedura ODR telematica e clausole contrattuali sono nella guida alla mediazione internazionale commerciale. Per il solo recupero di somme da debitori esteri, vedi invece il recupero crediti internazionale.
Non tutte le controversie si chiudono con un accordo. Quando manca ogni volontà di intesa, quando servono provvedimenti cautelari d’urgenza o quando occorre costituire un titolo esecutivo contro una parte inadempiente, la causa civile resta la via necessaria. Cureremo la fase giudiziale con la stessa logica: massimizzare il risultato contenendo tempi e costi, e mantenendo aperta, fino all’ultimo, la possibilità di una transazione conveniente.
Il nostro approccio parte sempre da una valutazione preliminare che stima probabilità di successo, costi e tempi di ciascuna opzione — ADR o giudizio — così che la scelta dello strumento sia una decisione informata e non un automatismo. Con sede a Palermo e una rete internazionale, gestiamo controversie domestiche e transfrontaliere in italiano, inglese e spagnolo.
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ADR (Alternative Dispute Resolution) indica gli strumenti di risoluzione delle controversie alternativi alla causa civile: negoziazione assistita, mediazione, conciliazione e arbitrato. Il contenzioso ordinario è invece il giudizio davanti al tribunale, che si conclude con una sentenza del giudice. La differenza pratica sta in tempi, costi e controllo: gli strumenti ADR sono in genere più rapidi, riservati e meno costosi, e lasciano alle parti maggiore governo dell’esito. Il contenzioso resta necessario quando manca la volontà di accordo, servono provvedimenti d’urgenza o si deve costituire un titolo esecutivo. Spesso ADR e contenzioso si combinano nella stessa strategia.
In Italia la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale in una serie di materie indicate dall’art. 5 del D.Lgs. 28/2010, ampliate dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022): tra queste condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto d’azienda, risarcimento del danno da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, oltre a franchising, subfornitura, società di persone, associazione in partecipazione, consorzio e rete. In queste materie occorre esperire la mediazione prima di iniziare la causa: senza il tentativo, il giudice dichiara improcedibile la domanda. Nelle altre materie la mediazione resta facoltativa.
La scelta dipende da tre variabili: la materia, il valore e il rapporto con la controparte. La mediazione conviene quando esiste un margine di accordo e si vuole preservare la relazione commerciale, con costi contenuti e tempi brevi. L’arbitrato è indicato per controversie tecniche o internazionali di valore elevato, quando serve una decisione vincolante e riservata resa da esperti anziché dal tribunale: il lodo ha efficacia di sentenza. La causa civile è la via obbligata quando manca ogni volontà di accordo, occorrono misure cautelari o un titolo esecutivo. Una valutazione preliminare con un avvocato permette di stimare probabilità di successo, costi e tempi di ciascuna opzione.
La negoziazione assistita è una procedura, disciplinata dalla L. 162/2014, in cui le parti cercano un accordo con l’assistenza dei rispettivi avvocati, senza ricorrere al giudice. È obbligatoria, come condizione di procedibilità, per le domande di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per le richieste di pagamento di somme non superiori a 50.000 euro, salvo che la materia rientri già nella mediazione obbligatoria. La Riforma Cartabia l’ha estesa anche ad alcune controversie di famiglia e di lavoro. L’accordo firmato dagli avvocati e certificato costituisce titolo esecutivo e consente l’iscrizione di ipoteca giudiziale, con gli stessi effetti di una sentenza.
Sì. La presentazione della domanda di mediazione interrompe la prescrizione dal momento della comunicazione alle altre parti e impedisce, per una sola volta, la decadenza (art. 5 D.Lgs. 28/2010). Analogo effetto interruttivo produce l’invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita, dalla data di ricezione. Avviare per tempo una procedura ADR, quindi, non solo apre la strada a un possibile accordo ma protegge anche il diritto dal decorso dei termini, evitando che il credito o la pretesa si prescrivano nel frattempo. È un aspetto spesso trascurato: attendere può far perdere il diritto, mentre un tentativo tempestivo lo conserva e mantiene aperte tutte le opzioni.
Le procedure ADR sono in genere più rapide ed economiche del contenzioso. Una mediazione civile si esaurisce di norma in poche settimane o mesi e prevede indennità parametrate al valore della lite; la negoziazione assistita comporta essenzialmente i compensi degli avvocati. Un arbitrato ha costi superiori — onorari degli arbitri e della camera arbitrale — ma resta più veloce dei gradi di giudizio ordinari, con una decisione tipicamente entro sei-dodici mesi. Una causa civile può invece durare anni tra primo grado e impugnazioni. La stima puntuale dipende dal valore e dalla complessità: una valutazione preliminare consente di confrontare in anticipo costi e tempi di ciascuna via.

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