Aggiornato luglio 2026 — Avv. Irene Damiani, Studio Legale Internazionale Damiani & Damiani, Palermo
La riforma della cittadinanza (L. 74/2025) preclude il riconoscimento iure sanguinis oltre la seconda generazione a chi non ha presentato domanda entro il 27 marzo 2025. Ma migliaia di discendenti non hanno potuto presentarla per un motivo indipendente dalla loro volontà: i consolati non davano appuntamenti. La giurisprudenza di merito ha iniziato ad accogliere i ricorsi depositati anche dopo il 28 marzo 2025, quando il ricorrente dimostra con documentazione scritta, certa e inequivocabile di aver tentato di prenotare un appuntamento consolare prima di quella data. Lo Studio Damiani & Damiani ha ottenuto pronunce favorevoli in questo senso presso il Tribunale di Genova.
Il problema: la preclusione colpisce chi era già in coda
L’art. 3-bis della legge 91/1992, introdotto dalla riforma del 2025, fa salve le domande presentate entro le 23:59 del 27 marzo 2025. La norma però non considera la realtà dei consolati italiani all’estero: liste d’attesa pluriennali; portale Prenot@mi sistematicamente privo di disponibilità; comunicazioni di inserimento in lista d’attesa senza data. Chi voleva presentare la domanda, e ha provato a farlo, si è trovato precluso non per inerzia propria ma per il ritardo dell’amministrazione.
Su questo punto è intervenuta anche la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 13818/2026 (maggio 2026), ha riaffermato la natura originaria, permanente e imprescrittibile del diritto alla cittadinanza trasmessa per sangue: un diritto che esiste dalla nascita non può dipendere, nella sua tutela, dall’impossibilità materiale di accedere agli sportelli consolari.
Le vittorie davanti al Tribunale di Genova
Nel corso dell’ultimo anno lo Studio ha ottenuto presso il Tribunale di Genova il riconoscimento della cittadinanza italiana di discendenti oltre la seconda generazione, nonostante il ricorso fosse stato depositato dopo l’entrata in vigore della riforma. L’elemento decisivo è stato probatorio: la produzione in giudizio di screenshot del portale Prenot@mi che riportavano esattamente il nome e cognome del ricorrente, la data del tentativo di prenotazione e il messaggio di indisponibilità degli appuntamenti.
Esiste quindi giurisprudenza di merito che accoglie i ricorsi cosiddetti “tardivi” — depositati dopo il 28 marzo 2025 — quando il tentativo di accesso alla via consolare è documentato per iscritto.
La checklist: i documenti che provano il ritardo del consolato
I tribunali valutano prove scritte, certe e inequivocabili. In base all’esperienza maturata nei giudizi, questi sono i documenti utili, in ordine di forza probatoria:
1. Screenshot del portale Prenot@mi da cui risulti: che il richiedente si era debitamente registrato e aveva effettuato l’accesso al sito; che tentava di prenotare un appuntamento prima del 28 marzo 2025; che il sistema non consentiva la prenotazione (messaggio di indisponibilità visibile). Nome, cognome e data devono essere leggibili nello screenshot.
2. Comunicazioni scritte con il Consolato antecedenti al 28 marzo 2025 — email, lettere, messaggi WhatsApp — in cui si segnala l’impossibilità di prenotare un appuntamento tramite Prenot@mi nonostante la volontà di presentare l’istanza di riconoscimento della cittadinanza.
3. La comunicazione del Consolato di inserimento in lista d’attesa, ricevuta via email prima del 28 marzo 2025: è la prova più diretta che la domanda era stata incanalata e che il ritardo è imputabile all’amministrazione.
4. Comunicazioni scritte con soggetti terzi antecedenti al 28 marzo 2025 — un parente, un amico, un professionista — in cui si lamentava l’impossibilità di prenotare l’appuntamento. Anche queste, se datate in modo certo, concorrono a formare il quadro probatorio.
Come preparare il ricorso: i documenti da raccogliere
Prima di procedere in via giudiziale, il fascicolo deve contenere: l’albero genealogico completo (utilizzando il modello scaricabile che pubblichiamo), il certificato di nascita dell’avo italiano, il certificato di nascita del primo discendente dell’avo nella linea di successione, e la prova scritta del ritardo del consolato — nelle forme indicate nella checklist. Un fascicolo probatorio completo al momento del deposito riduce i tempi e aumenta in modo sostanziale le probabilità di accoglimento.
Da ricordare, infine, il quadro più ampio: con l’ordinanza n. 147/2026 la Corte costituzionale ha rinviato alla Corte di Giustizia UE la questione sulla legittimità della riforma. I ricorsi basati sulla prova del ritardo consolare hanno però una base autonoma di accoglimento, già riconosciuta dalla giurisprudenza di merito, che non dipende dall’esito del giudizio europeo.
Lo Studio Damiani & Damiani, con sede a Palermo, assiste discendenti di cittadini italiani residenti in USA, Canada, Argentina e Brasile nella preparazione e nel deposito dei ricorsi, inclusa la valutazione preliminare della documentazione probatoria.
Modello Albero Genealogico Family tree FLOWCHART (example)
FAQ
Posso ancora fare ricorso per la cittadinanza se non ho presentato domanda entro il 27 marzo 2025? Sì, in presenza di condizioni precise. La giurisprudenza di merito — tra cui pronunce del Tribunale di Genova ottenute dal nostro Studio — ha accolto ricorsi depositati dopo il 28 marzo 2025 quando il ricorrente ha dimostrato, con documenti scritti e datati in modo certo, di aver tentato di prenotare un appuntamento consolare prima di quella data senza riuscirci per indisponibilità del sistema. Resta inoltre pendente davanti alla Corte di Giustizia UE la questione sulla legittimità della riforma (ordinanza Corte cost. n. 147/2026), il cui esito favorevole gioverebbe direttamente a chi ha un ricorso pendente.
Quali screenshot di Prenot@mi servono come prova in tribunale? Servono screenshot da cui risultino tre elementi insieme: l’avvenuta registrazione e l’accesso al portale con il proprio account; il tentativo di prenotazione effettuato prima del 28 marzo 2025, con data visibile; il messaggio di indisponibilità degli appuntamenti restituito dal sistema. Nome e cognome del richiedente devono essere leggibili. Screenshot anonimi, privi di data o riferiti a un account di terzi hanno un valore probatorio molto più debole. Se non sono stati conservati screenshot, possono supplire email o comunicazioni scritte con il consolato o con terzi, purché antecedenti al 28 marzo 2025.
L’email di inserimento in lista d’attesa del consolato è sufficiente? È una delle prove più forti. La comunicazione del consolato, pervenuta via email prima del 28 marzo 2025, che conferma l’inserimento del richiedente in lista d’attesa dimostra due cose: che la volontà di presentare la domanda era stata manifestata tempestivamente e che il mancato deposito entro il termine è imputabile ai tempi dell’amministrazione, non all’inerzia del richiedente. In giudizio conviene comunque affiancarla, dove possibile, agli screenshot di Prenot@mi e alle altre comunicazioni scritte, per costruire un quadro probatorio completo.
Quali documenti servono per avviare il ricorso giudiziale di cittadinanza? Il fascicolo di base comprende: l’albero genealogico completo della linea di trasmissione, redatto secondo un modello ordinato per generazioni; il certificato di nascita dell’avo italiano emigrato; il certificato di nascita del primo discendente dell’avo nella linea di successione; e — per i ricorsi depositati dopo il 28 marzo 2025 — la prova scritta del ritardo del consolato o del tentativo di prenotazione. Gli atti stranieri devono essere legalizzati o apostillati e tradotti. Una verifica preliminare della documentazione, prima del deposito, evita integrazioni istruttorie che allungano i tempi del giudizio.
Il ricorso basato sul ritardo del consolato dipende dall’esito del giudizio davanti alla Corte di Giustizia UE? No, ha una base autonoma. I tribunali che accolgono questi ricorsi valorizzano la prova che il richiedente aveva tentato la via consolare prima del 28 marzo 2025, riconducendo il caso alle situazioni fatte salve dalla riforma. L’eventuale pronuncia favorevole della Corte di Giustizia UE sull’ordinanza n. 147/2026 aggiungerebbe un ulteriore e più generale motivo di accoglimento, ma le pronunce di merito già ottenute dimostrano che la strada probatoria è percorribile fin da ora, senza attendere l’esito del giudizio europeo











