Tutto quello che un discendente di italiani negli USA o in Canada deve sapere oggi: cosa ha cambiato il Decreto Tajani, cosa ha deciso la Corte Costituzionale ad aprile 2026 e quali casi restano ancora aperti e perseguibili.
La Corte Costituzionale ha pubblicato la sentenza n. 63/2026, pronunciandosi direttamente sull'art. 3-bis della L. n. 91/1992 introdotto dal Decreto Tajani. La Corte ha respinto le questioni di incostituzionalità: il limite delle due generazioni è confermato come costituzionalmente legittimo. Chi ha presentato domanda entro il 27 marzo 2025 resta tutelato dalla normativa previgente. Leggi l'analisi completa →
La cittadinanza italiana iure sanguinis — letteralmente "per diritto di sangue" — è il principio per cui si è cittadini italiani in quanto discendenti da un antenato che lo era. Per oltre un secolo, questo diritto si è trasmesso senza limiti di generazione: il pronipote di un emigrato partito da Palermo nel 1890 poteva rivendicare il passaporto italiano con la stessa legittimità del figlio.
La riforma del 2025 ha cambiato questo scenario. Oggi non tutte le domande possono essere presentate. Ma molte sì — e la complessità della normativa rende indispensabile una valutazione caso per caso. In questa guida spieghiamo il quadro aggiornato dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 30 aprile 2026.
D.L. 28 marzo 2025, n. 36 (c.d. Decreto Tajani) · convertito in L. 23 maggio 2025, n. 74 · in vigore dal 24 maggio 2025. Introduce l'art. 3-bis nella L. n. 91/1992 (Nuove norme sulla cittadinanza).
Il 28 marzo 2025, il Governo italiano ha approvato il cosiddetto "pacchetto cittadinanza" con l'obiettivo dichiarato di richiedere un legame effettivo con la Repubblica per chi nasce all'estero già in possesso di altra cittadinanza.
La norma centrale — l'art. 3-bis della L. 91/1992 — stabilisce che i nati all'estero in possesso di un'altra cittadinanza non acquisiscono più automaticamente la cittadinanza italiana a meno che almeno un genitore o un nonno sia nato in Italia. In pratica: solo le prime due generazioni hanno diritto automatico alla cittadinanza per discendenza.
La data del 27 marzo 2025 ore 23:59 (ora di Roma) è il confine tra vecchia e nuova normativa. Le domande documentate e presentate entro quella data restano soggette alle regole previgenti, senza il limite generazionale. Le domande successive applicano il nuovo art. 3-bis.
Il Tribunale di Torino aveva sollevato questione di legittimità costituzionale del Decreto Tajani, ritenendo che la norma ledesse il principio del legittimo affidamento e producesse effetti sostanzialmente retroattivi sulle aspettative maturate sotto la disciplina previgente.
Il 30 aprile 2026, con la sentenza n. 63, la Corte Costituzionale ha respinto le questioni di illegittimità e confermato la validità dell'art. 3-bis. La Corte ha ribadito che il legislatore ha ampia discrezionalità in materia di cittadinanza, purché operi nel rispetto dei principi di ragionevolezza e proporzionalità — principi che, nel caso della riforma, ha ritenuto rispettati.
Il quadro è ora definitivamente consolidato: la stretta sullo iure sanguinis è costituzionale. Ma questo non chiude tutte le porte.
Nonostante la conferma costituzionale della riforma, esistono diverse categorie di persone per cui la procedura di riconoscimento è ancora percorribile. Ecco i casi principali rilevanti per i discendenti italiani negli Stati Uniti e in Canada.
Se hai presentato domanda — in via amministrativa o giudiziale — entro le 23:59 del 27 marzo 2025, la tua pratica viene trattata con le regole della vecchia normativa, senza limite generazionale. Queste pratiche sono ancora in corso presso consolati e tribunali italiani.
Se almeno uno dei tuoi genitori o dei tuoi nonni è nato in Italia, hai diritto automatico alla cittadinanza anche sotto la nuova normativa. La procedura di riconoscimento è aperta e percorribile sia per via amministrativa che giudiziale.
Se nella tua catena di discendenza c'è una donna il cui figlio è nato prima del 1° gennaio 1948, la procedura amministrativa non è disponibile. È necessario il ricorso al Tribunale civile. Questo caso è indipendente dal limite generazionale introdotto nel 2025.
Chi è già stato riconosciuto cittadino italiano — da un tribunale, da un comune o da un consolato — mantiene la cittadinanza acquisita. La riforma non incide sui riconoscimenti già perfezionati prima del 27 marzo 2025.
La posizione di molti discendenti italiani negli USA e in Canada è ambigua e richiede una valutazione documentale specifica: nascita dell'avo, eventuali naturalizzazioni, posizione nella catena generazionale. Damiani & Damiani offre una prima valutazione gratuita — inviaci la tua storia familiare via email e ti risponderemo entro 24 ore.
Il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis può avvenire attraverso due canali distinti. La scelta dipende dalla tua situazione specifica, dalla posizione nella catena generazionale e dall'urgenza.
| Aspetto | Via amministrativa (Consolato) | Via giudiziale (Tribunale) |
|---|---|---|
| Dove si presenta | Consolato italiano competente per la zona di residenza (es. New York, Los Angeles, Toronto) | Tribunale civile italiano competente per la nascita dell'avo |
| Tempi medi | Da 2 a 10+ anni (liste di attesa storiche) | Da 12 a 24 mesi (variabile per Tribunale) |
| Necessità di recarsi in Italia | Sì, per la consegna documenti e il giuramento | No — la procedura può essere gestita interamente da remoto con procura all'avvocato |
| Casi ante 1948 (linea materna) | Non disponibile | Disponibile — unico strumento per questi casi |
| Liste di attesa consolari bloccate | Sì — gli appuntamenti sono stati sospesi dal 28 marzo 2025 | Non applicabile |
| Ricorso se rifiuto | TAR Lazio | Corte d'Appello |
| Contributo unificato | € 300 per domanda | € 600 per domanda (L. Bilancio 2025) |
Per la grande maggioranza dei discendenti italiani in USA e Canada che hanno presentato domanda dopo il 27 marzo 2025 e non rientrano nelle eccezioni, la via giudiziale non è più percorribile per il limite generazionale. Per chi invece rientra in una delle categorie aperte descritte sopra, la via giudiziale rimane lo strumento più rapido e quello che non richiede la presenza fisica in Italia.
La documentazione richiesta è sostanzialmente la stessa sia per la via amministrativa che per quella giudiziale. Il punto critico — su cui molte pratiche si arenano — è la legalizzazione e traduzione dei documenti stranieri e la ricostruzione della catena di discendenza ininterrotta.
L'ordinanza della Corte di Cassazione n. 2281/2025 (febbraio 2025) ha chiarito che non è necessario il certificato di passaggio in giudicato per l'esecuzione delle sentenze che riconoscono la cittadinanza. La prova del giudicato può essere fornita con qualsiasi mezzo che dimostri l'assenza di ricorsi. Questo ha semplificato le procedure post-sentenza per le pratiche già aperte. Approfondisci questa sentenza →
Lo studio Damiani & Damiani coordina una class action per i discendenti italiani che hanno presentato domanda in via amministrativa entro il 27 marzo 2025 e si trovano ancora in lista d'attesa consolare. La procedura consente di ottenere il riconoscimento giudiziale della cittadinanza senza doversi recare in Italia, condividendo i costi processuali tra i partecipanti. Per aderire è necessario documentare il tentativo di prenotazione consolare e la posizione nella lista d'attesa. Scopri come aderire →
Gli italiani emigrarono negli USA e in Canada in modo massiccio tra il 1880 e il 1930. La catena generazionale di molti italoamericani e italocanadesi è quindi lunga — spesso tre, quattro o cinque generazioni — il che li pone oggi in una posizione difficile rispetto alla riforma del 2025.
I consolati italiani negli USA (New York, Los Angeles, Chicago, San Francisco, Boston, Philadelphia, Miami, Detroit, Houston) e in Canada (Toronto, Montreal, Vancouver) hanno sospeso la presa in carico di nuove istanze dal 28 marzo 2025. Un nuovo ufficio centralizzato alla Farnesina sostituirà gradualmente le funzioni consolari in materia di cittadinanza, ma è previsto un periodo transitorio di circa un anno.
Se hai presentato domanda prima del 27 marzo 2025: la tua pratica è protetta dalla normativa previgente. Verifica la sua posizione e considera il ricorso giudiziale se i tempi consolari sono irragionevoli.
Se non hai ancora presentato domanda: verifica se almeno uno dei tuoi genitori o nonni è nato in Italia — in questo caso hai ancora diritto automatico. In caso contrario, la valutazione di eventuali percorsi alternativi richiede una consulenza specifica.
Damiani & Damiani segue pratiche di cittadinanza iure sanguinis da oltre vent'anni, per discendenti residenti in Argentina, Brasile, Uruguay, USA, Canada e Spagna. L'ufficio principale di Palermo coordina le procedure nei Tribunali italiani competenti per territorio — in genere il Tribunale del Comune di nascita dell'avo — senza che il richiedente debba mai spostarsi dall'estero.
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